Gas a bordo

Gas a bordo

Tratto da www.euronautica.net

Cucine

In tutte le imbarcazioni, la zona cucina prevede un piano cottura, che può essere alimentato a gasolio, ad alcol, a gas liquido (bombole) o con la corrente elettrica. I primi due sistemi anche se efficaci dal punto di vista energetico, sono scarsamente diffusi, perché richiedono manutenzione costante e molta pulizia, e i loro ricambi sono di scarsa reperibilità. Il gas liquido si è diffuso in tutto il mondo e anche se in molti paesi gli attacchi delle bombole sono diversi, con dei riduttori si riesce ad utilizzare tutti i tipi. Le piastre di cottura a 220 V sono installate sui grandi motoryacht e funzionano solitamente solo in porto o con un potente gruppo elettrogeno in funzione. Sono molto affidabili, richiedono solo una cura particolare nell’isolare termicamente la zona sottostante le piastre.
Ci soffermiamo sulla cucina con forno a gas perché utilizzati dalla maggior parte dei diportisti.
Nelle unità a vela la cucina è basculante e disposta longitudinalmente, ogni piano di cottura è munito di ferma pentole che devono essere ben dimensionati e da utilizzarsi sempre, sia in porto, che in navigazione. Tutta la zona mobilio circostante al forno deve essere protetta con piastre in acciaio inox e possibilmente isolata con appositi materiali ignifughi. Un buon impianto del gas prevede un locale autonomo per la bombola, completamente stagno rispetto agli altri locali, con accesso dal ponte, protetto dalle irradiazioni solari e munito di ventilazione naturale. Questa ventilazione può consistere in un semplice tubo che serve a cambiare l’aria nel vano bombole in caso perdite. Essendo il gas più pesante dell’aria , questo tende a cadere verso il basso e quindi il foro di uscita all’esterno del vano bombola sarà in basso; in questo modo potrà uscirà anche l’eventuale acqua entrata, evitando così la formazione di ruggine se si usano bombole di acciaio invece che di alluminio.

La bombola è solitamente munita di una valvola che regola la pressione nell’impianto; questa valvola è collegata con un tubo di gomma speciale ad una condotta in rame che arriva fino al piano cottura, con l’ultimo tratto in gomma con l’interposizione in linea di una ultima valvola/rubinetto di sicurezza.
Di solito la valvola sulla bombola resta sempre aperta, mentre la valvola di servizio posta in prossimità del fornello viene chiusa ogni qualvolta si termini di cucinare. Esistono poi valvole di intercettazione elettriche che, comandate dall’interno, chiudono l’uscita della bombola; alcuni modelli sono abbinati ad un rilevatore di fughe di gas (opportuna l’installazione) con allarme e di solito posizionato dietro al forno. Periodicamente va controllato sia lo stato di usura dei tubi in gomma sostituendoli alla scadenza indicata, se non prima, sia la condotta in rame, che tende ad ossidarsi con conseguente infragilimento. Se la barca ha una tubazione in rame nudo, conviene cambiarla con tubi con anima in rame all’interno e rivestiti in gomma/plastica all’esterno; questi sono gli unici adatti per le barche con scafo in metallo. Per cercare una fuga, si usano dei rilevatori spray, che contengono una soluzione di acqua e sapone, da spruzzare sul tubo: la formazione di bolle di sapone indica il luogo della perdita. A fine stagione conviene poi pulire i componenti del fornello e gli accenditori piezo elettrici, se montati. Secondo l’ultima normativa CE la zona cucina deve essere munita di un apertura o di un estrattore le cui dimensioni sono in funzione dei Kw di potenza del forno. Malgrado questa norma, molte barche non sono ben aerate nella cucina e per evitare accumulo di calore, ma anche la formazione di muffe e cattivi odori, l’ideale resta un passauomo in coperta sopra la zona cottura. Su barche più grandi si installa un estrattore elettrico, magari a scomparsa, che aspira tutti i vapori durante la cottura.

Cosa dice la legge

Le norme del Regolamento di Sicurezza per la navigazione da diporto relative alla protezione contro gli i incendi a bordo.

Art.19
1. I serbatoi e l’impianto per il combustibile devono essere realizzati e sistemati in accordo al decreto ministeriale 5 nov. 1987, n. 514, ed agli altri regolamenti da emanare, sentito l’ente tecnico, ai sensi dell’art. 17, terzo comma, della legge 23 agosto 1988, n. 400.
2. I locali dove sono sistemati i motori e i serbatoi devono essere provvisti di propria ventilazione naturale o meccanica se previsto l’uso di combustibile avente punto di infiammabilità minore o uguale a 55°. Qualora esista un impianto fisso di estinzione incendi deve essere possibile chiudere la ventilazione del locale prima dell’entrata in funzione dell’impianto fisso.
3. Le bombole di gas eventualmente utilizzate per l’ambiente della cucina e per gli altri impianti ausiliari devono essere sistemate in modo da non costituire pericolo per le persone e le cose secondo il regolamento da emanare, sentito l’ente tecnico, ai sensi dell’art. 17, terzo comma, della legge 23 agosto 1988, n. 400.
4. I locali o vani chiusi entro cui sono sistemati i motori sulle imbarcazioni e navi con motori entrobordo e entrofuoribordo alimentati con combustibile avente punto di infiammabilità minore o uguale a 55 C° o aventi motori a ciclo Diesel sovralimentato di potenza complessiva maggiore di 500 kW devono essere dotati di un impianto fisso di estinzione incendi realizzato secondo il regolamento da emanare, sentito l’ente tecnico, ai sensi dell’art. 17, terzo comma, della legge 23 agosto 1988, n. 40 0.
5. Sulle navi a motore o a vela con motore ausiliario abilitate a navigazione senza alcun limite deve essere sistemata una pompa meccanica da incendio e almeno due prese antincendio convenientemente ubicate, con relative manichette ed accessori.
6. Estintori portatili di capacità e in numero come richiesto (vedi tabella sotto) devono essere sistemati in posizione facilmente accessibile. Le caratteristiche degli estintori devono essere in accordo al regolamento da emanare, sentito l’ente tecnico, ai sensi dell’art. 17, terzo comma, della legge 23 agosto 1988, n. 400

Numero e capacità estinguente degli estintori
Imbarcazioni e navi abilitate alla navigazione senza alcun limite. Navi da diporto abilitate alla navigazione fino a 6 miglia dalla costa.

Potenza totale installata p=(Kw) In plancia o posto guida In prossimità dell’apparato motore (1) In ciascuno degli altri locali

P<=18.4 1 da 13B 1 da 13B
18.4<P<=74 1 da 13B 1 da 21B 1 da 13B
74<P<=147 1 da 13B 2 da 13 B 1 da 13B
147<P<=294 1 da 13B 1 da 21B e 1 da13B 1 da 13B
294<P<=368 1 da 13B 1 da 34B e 1 da 21B 1 da 13B
p>368 1 da 13B 2 da 34B 1 da 13B

Imbarcazioni abilitate alla navigazione fino a 6 miglia dalla costa.

Potenza totale installata P (kW) Capacità estinguente portatile

P <= 18.4 13 B
18.4 < P <= 147 21 B
P > 147 34 B

Note: il numero che precede la lettera B indica la capacità estinguente dell’estintore in accordo alle unificazioni internazionali. Maggiore è il numero, maggiore è la capacità estinguente; la capacità indicata nelle tabelle è la minima richiesta. La lettera B indica invece la designazione della classe di fuoco che l’estintore è idoneo a spegnere. Sulle unità da diporto possono essere sistemati anche estintori omologati per le classi di fuoco A o C purché omologati anche per la classe di fuoco B.
(1) Per locali o vani dell’apparato motore provvisti di impianto fisso di estinzione incendi gli estintori richiesti in prossimità dello stesso sono P <= 294: 1 da 13 B; P > 294: 1 da 21 B.

fonte: www.velaemotore.it