Tassa su barche decreto Monti

Di seguito il testo dell’articolo 16 che disciplina la tassa sulle imbarcazioni.

 

3.  (imbarcazioni)  Dal 1° maggio 2012 le unità da diporto che stazionino in porti marittimi 

nazionali, navighino o siano ancorate in acque pubbliche, anche se in concessione a privati, sono 

soggette al pagamento della tassa annuale di stazionamento, calcolata per ogni giorno, o frazione di 

esso, nelle misure di seguito indicate:

a) euro 5 per le unità con scafo di lunghezza da 10,01 metri a 12 metri;

b) euro 8 per le unità con scafo di lunghezza da 12,01 metri a 14 metri;

c) euro 10 per le unità con scafo di lunghezza da 14,01 a 17 metri;

d) euro 30 per le unità con scafo di lunghezza da 17,01 a 24 metri;

e) euro 90 per le unità con scafo di lunghezza da 24,01 a 34 metri;

f) euro 207 per le unità con scafo di lunghezza da 34,01 a 44 metri;

g) euro 372 per le unità con scafo di lunghezza da 44,01 a 54 metri;

h) euro 521 per le unità con scafo di lunghezza da 54,01 a 64 metri;

i) euro 703 per le unità con scafo di lunghezza superiore a 64 metri.

4. La tassa di cui al comma 3 è ridotta alla metà per le unità con scafo di lunghezza fino ad 12 

metri utilizzate esclusivamente dai proprietari residenti, come propri ordinari mezzi di locomozione, 

nei comuni ubicati nelle isole minori e della Laguna di Venezia, nonché per le unità a vela con motore 

ausiliario.

5. Gli importi indicati nel commi 3 e quelli conseguenti al comma 4 sono ridotti del 15, del 30 e 

del 45 per cento rispettivamente dopo cinque, dieci e quindici anni dalla data di costruzione dell’unità 

da diporto. Tali periodi decorrono dal primo gennaio dell’anno successivo a quello di costruzione.

6. La tassa di cui al comma 3 non si applica alle unità di proprietà o in uso allo Stato e ad altri 

enti pubblici, a quelle obbligatorie di  salvataggio, ai battelli di servizio, purché questi rechino l’indicazione dell’unità da diporto al cui servizio sono posti, nonché alle unità di cui al medesimo 

comma 4 che si trovino in un’area di rimessaggio e per i giorni di effettiva permanenza in rimessaggio.

7. Sono esenti dalla tassa di cui al comma 3 le unità da diporto possedute ed utilizzate da enti ed 

associazioni di volontariato esclusivamente ai fini di assistenza sanitaria e pronto soccorso.

8. Ai fini dell’applicazione delle disposizioni di  cui ai commi 3 e 4 la lunghezza è misurata 

secondo le norme armonizzate EN/ISO/DIS 8666 per la misurazione dei natanti e delle imbarcazioni da 

diporto.

9. Sono tenuti al pagamento della tassa di cui al comma 3 i proprietari, gli usufruttuari, gli 

acquirenti con patto di riservato dominio o gli utilizzatori a titolo di locazione finanziaria. Con 

provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate sono stabilite le modalità ed i termini di 

pagamento della tassa, di comunicazione dei dati identificativi dell’unità da diporto e delle 

informazioni necessarie all’attività di controllo. I pagamenti sono eseguiti anche con moneta elettronica 

senza oneri a carico del bilancio dello Stato. Il gettito della tassa di cui al comma 1 affluisce all’entrata 

del bilancio dello Stato

10. La ricevuta di pagamento, anche elettronica, della tassa di cui al comma 3 è esibita dal 

comandante dell’unità da diporto all’Agenzia delle Dogane ovvero all’impianto di distribuzione di 

carburante, per l’annotazione nei registri di carico-scarico ed i controlli a posteriori, al fine di ottenere 

l’uso agevolato del carburante per lo stazionamento o la navigazione.

11. Le Capitanerie di porto, le forze preposte alla tutela della sicurezza e alla vigilanza in mare, 

nonché le altre forze preposte alla pubblica sicurezza o gli altri organi di polizia giudiziaria e tributaria 

vigilano sul corretto assolvimento degli obblighi derivanti dal presente articolo ed elevano, in caso di 

violazione, apposito processo verbale di constatazione che trasmettono alla direzione provinciale 

dell’Agenzia delle entrate competente per territorio, in relazione al luogo della commissione della 

violazione, per l’accertamento delle stesse. Per l’accertamento, la riscossione e il contenzioso si 

applicano le disposizioni in materia di imposte sui redditi; per l’irrogazione delle sanzioni si applicano 

le disposizioni di cui al decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 472, esclusa la definizione ivi prevista. 

Le violazioni possono essere definite entro sessanta giorni dalla elevazione del processo verbale di 

constatazione mediante il pagamento dell’ imposta e della sanzione minima ridotta al cinquanta per 

cento. Le controversie concernenti l’imposta di cui al comma 1 sono devolute alla giurisdizione delle 

commissioni tributarie ai sensi del decreto legislativo 31 dicembre 1992, n. 546.

12. Per l’omesso, ritardato o parziale versamento dell’imposta si applica una sanzione 

amministrativa tributaria dal 200 al 300 per cento dell’importo non versato, oltre all’importo della tassa 

dovuta.