Burrasca in arrivo

Burrasca in arrivo

Tratto da www.nautica.it  alcune raccomandazioni da seguire quando si sta avvicinando il cattivo tempo.

BURRASCA IN ARRIVO: ECCO COSA FARE

  1. Controllare che gli scarichi del pozzetto siano aperti.

     

  2. Chiudere tutti i boccaporti e gli oblò.

     

  3. Tenere a portata di mano il tambuccio per poter chiudere il boccaporto di accesso all’interno.

     

  4. Chiudere tutte le prese a mare.

     

  5. Controllare il rizzaggio del canotto di salvataggio verificando che sia “in chiaro” la ritenuta che ne permette l’autogonfiaggio.

     

  6. Verificare che nulla sia in bando sulla coperta o nel pozzetto.

     

  7. Alzare il riflettore radar. Oltre a semplificare le eventuali operazioni di ricerca, serve per evitare collisioni con navi mercantili.

     

  8. Controllare che le maniglie dei verricelli abbiano il “fermo” inserito.

     

  9. Controllare che le manovre dell’albero siano in chiaro.

     

  10. Controllare che i fiocchi e la tormentina siano in ordine (con particolare controllo dei garrocci e dei grilli).

     

  11. Controllare la randa (drizza in chiaro) e l’efficienza del sistema della presa di mani di terzaroli.

     

  12. Un’ora prima della partenza o dell’arrivo della burrasca, assumere medicinali contro il mal di mare (cerotto, pillole), se nell’equipaggio ci sono sofferenti.

     

  13. Stivare tutto in modo che non vi siano oggetti liberi di muoversi. Rizzare eventuali contenitori.

     

  14. Controllare la perfetta funzionalità delle pompe di sentina.

     

  15. Assicurarsi che ogni componente dell’equipaggio conosca l’ubicazione dei razzi di soccorso, degli estintori e della cassetta di pronto soccorso. Se necessario, spiegare l’uso della radio.

     

  16. Preparare per tempo del brodo caldo, caffè e/o the e versarlo in uno o più thermos.

     

  17. Preparare panini, gallette o biscotti e tenerli in un luogo dove non possano bagnarsi.

     

  18. Se si prevede che la burrasca arrivi di notte, prendere almeno una mano di terzaroli e alzare il fiocco o la tormentina quando c’è ancora la luce. Meglio sempre stare “sotto invelati”, la notte, e farsi trovare già in assetto quando arriva la buriana.

     

  19. Controllare la carica delle batterie, mettendole sotto carica se necessario.

     

  20. Controllare l’efficienza della radio. Tenere un telefono cellulare (carico) e acceso con la predisposizione del numero verde della Capitaneria di Porto (se la navigazione è in prossimità della costa).

     

  21. Indossare le cinture di sicurezza, controllando che il cavo di ritenuta sia in chiaro e vincolato allo scafo. Se possibile, fissare la “life-line”, un robusto cavo che va da poppa a prora ben legato alle strutture fisse.

     

  22. Indossare il vestiario idoneo per il periodo, tenendo presente che si può soffrire il freddo anche in piena estate. Mettere calze di lana o termiche e stivali in modo da stare all’asciutto. Tenere pronta una muta di ricambio.

     

  23. Tenere sul tavolo da carteggio la carta ben fissata e avere l’avvertenza di seguire con cura la navigazione (anche se solo stimata). Servirà ad avere un’idea abbastanza precisa del “dove siamo”. Scrivere sul brogliaccio i dati che ci servono: velocità, rotta, forza e direzione del vento.

     

  24. Indossare il giubbotto salvagente anche se ci dà fastidio nei movimenti. L’obbligo diventa assoluto per chi manovra all’albero e ancor più a prora.

     

  25. Controllare che il motore sia in ordine e pronto a partire.

     

  26. Tenere d’occhio il barometro: quando scende la perturbazione arriva. Quando accenna a risalire è tempo di pensare ad assumere un assetto con maggiore velatura, che aumenteremo gradualmente.

     

  27. Tenere ben presente la zona di mare in cui si naviga. Navigare nel golfo di Trieste o nell’arcipelago Toscano è cosa ben diversa dal navigare nel canale di Sicilia, nello Jonio fra l’Italia e la Grecia o nel golfo del Leone.