Come istallare il pannello fotovoltaico

Come istallare il pannello fotovoltaico in barca

Tratto dal blog http://blog.veleggiando.it di Roberto Minoia

 

Dopo aver scelto accuratamente il tipo di pannello fotovoltaico che fa al caso nostro, dobbiamo finalmente procedere con la sua installazione a bordo.

Ma come fare? E soprattutto, dove installarlo? Quando, un paio d’anni fa, mi sono trovato nella condizione di dover decidere, non vi nego di essermi un po’ arenato e di avere pensato per qualche tempo alla sistemazione ideale, prima di prendere una decisione.

Sono partito con l’idea di far costruire ed installare il classico rollbar in tubo di acciaio inox a poppa. Ma non ero molto convinto: a parte la spesa (se te lo fai fare ed installare ti costa una piccola fortuna, e comunque ben di più del costo del pannello), quello che mi lasciava perplesso era l’effetto estetico finale.  

Un rollbar, infatti, secondo me può aver senso su barche dai 12-13 metri in su. Su una barca di 10 metri come la mia sarebbe risultato troppo ingombrante, troppo imponente.

Scartata quindi l’ipotesi del rollbar, ho pensato per qualche tempo di installarlo su un palo, sempre montato a poppa. Ne ho visti di pannelli solari montati in questo modo, ma effettivamente erano tutti più piccoli del mio da 85W. Credo che quelli che ho visto fossero al massimo pannelli da 40-50 Watt.

E poi in fin dei conti l’uso che ne avrei fatto sarebbe stato limitato ad un mese all’anno: giusto il mese delle vacanze estive, perché quando si tratta di star fuori in rada solo nel fine settimana, la batteria da 140 Ah è sufficiente (il mio frigorifero consuma circa 35-40 Ah al giorno). Alla fine mi sono quindi concentrato per trovare una soluzione che mi permettesse di montare e smontare il pannello in un minuto.

Ho trovato un modo che mi sembra pratico e funzionale e che, tra le altre cose, è anche molto economico. Ecco come ho risolto il problema.

 

Installazione del pannello solare

 Il pannello solare viene “appeso” alle draglie, esternamente ad esse, in prossimità del baglio massimo. La giusta inclinazione sul piano orizzontale viene controllata da due braccetti telescopici le cui estremità vengono fissate alla falchetta e ai lati del pannello stesso. Il tutto con la possibilità, come dicevo prima, di poter essere montato e smontato in pochi secondi.

Materiale occorrente:

  • Il pannello solare
  • Un profilo di alluminio ad “U”
  • Due braccetti telescopici del tipo di quelli utilizzati per aprire le finestre dei camper e caravan (io li ho acquistati proprio in un negozio di accessori per camper)
  • Un perno in inox forato
  • Due anelli brisè e due mollettine
  • Due manici per pentole  Io li ho acquistati al Brico
  • Una spina + presa stagna a due poli non invertibili: del tipo per la corrente continua a 12V
  • Un po’ di colla epossidica bicomponente
  • Rivetti di alluminio, rivettatrice e pochi altri attrezzi, qualche bulloncino in inox con relativo dado
  • Tester (non si sa mai!)

 Cominciate col tagliare il profilo di alluminio ad U della lunghezza uguale alla dimensione del lato maggiore del pannello

Quindi attaccatelo alla intelaiatura del pannello con 4 o 5 rivetti, avendo l’accortezza di praticare un foro nella parte esterna del profilo ad U, in modo tale da consentire l’accesso alla rivettatrice (vedi foto sopra)

Adattate i due braccetti telescopici, eliminando l’attacco da una delle due estremità e lasciando quindi solo la barretta di alluminio, e quindi praticate con il trapano un foro all’estremità della barretta stessa, come appare nella foto del particolare dell’attacco sulla falchetta (foto 2 e 3).

 Beh, credo che le foto che ho pubblicato siano abbastanza eloquenti. I braccetti telescopici nel mio caso sono stati fissati alla falchetta tramite una placchetta di alluminio sulla quale è stato incollato (con colla epossidica bicomponente) un pezzetto del profilo ad U sul quale è stato praticato un foro passante, come si nota bene nella foto qui a fianco ed in quella sotto. Un perno in inox forato (acquistato in un negozio di articoli per la nautica, ahimè!), assicurato tramite un anello brisé, tiene insieme il tutto.

Il braccetto è stato fissato al pannello tramite un pezzo di profilo di alluminio ad “L” che fa da supporto (ma poi dipende da com’è fatto il telaio del pannello che acquisterete voi)

 Da notare un altro piccolo particolare molto importante: due mollette (acquistate da Castorama) vengono inserite nel profilo ad U per evitare che il pannello possa sfilarsi dalla draglia. (vedi la prima foto sopra)

L’installazione del pannello è terminata. La regolazione dell’inclinazione deve essere fatta in modo che il pannello sia il più possibile perpendicolare rispetto al sole.

Opzionalmente si possono montare due manici sulla sommità della cornice del pannello (vedi figura 1 in alto). Io li ho messi successivamente, e risultano molto comodi in fase di spostamento del pannello (con vento e mare un po’ mosso questa è sempre una fase delicata. Ricordo che il pannello pesa quasi 10 Kg).

Questa installazione ha il difetto che il pannello deve essere smontato prima di entrare in porto per evitare che venga danneggiato dalle barche vicine. Ma ha anche il vantaggio di essere facilmente amovibile (dopo un po’ di pratica, io lo monto o smonto in meno di un minuto) e può quindi venir esposto a dritta o sinistra a seconda di dove si trova il sole, garantendo quindi sempre un’esposizione più o meno ottimale (l’unico handicap si ha quando il sole è a prua o a poppa…)

L’ho usato anche in navigazione, anche con mare formato, e regge bene. Lo tolgo solo quando navigo di bolina con barca inclinata dalla parte del pannello, per evitare che un’onda me lo strappi via.

In caso di navigazione con vento molto forte, invece, di solito lo metto verticale e lo assicuro alla battagliola con una cimetta. In questo caso non rende al 100%, ma comunque genera sempre 2-3 ampere.

 

Connessione all’impianto elettrico

 La connessione all’impianto elettrico è abbastanza semplice. La cosa più noiosa consiste nel fare arrivare il cavo elettrico dal pannello al regolatore di tensione, e da questo alle batterie.

Per fare un lavoro fatto bene, ho preferito installare nel pozzetto una presa stagna a 12 Volt e da questa ho portato il cavo elettrico al regolatore di tensione, facendo passare i due fili all’interno di un tubo corrugato di quelli apposta per impianti elettrici (acquistabile in qualsiasi Brico). Il lavoro difficile è stato far passare questo tubo corrugato dalla presa in pozzetto fino a sotto il tavolo da carteggio, dove ho installato il regolatore di tensione. Va beh, qui vi posso dare poco aiuto, perché dovrete trovare da soli come farlo arrivare, visto che ogni barca è diversa dalle altre. Una volta steso il corrugato, basta munirsi di una sonda da elettricista per far passare i due fili.

Il discorso sul regolatore di tensione l’ho già fatto in precedenza, quindi ora mi limiterò a ribadire che su questo componente non dovete risparmiare troppo. Io sono contentissimo del mio Steca, che ho pagato circa 120 euro. Questo regolatore dispone anche di una funzione che, quando necessario, attiva automaticamente un ciclo di desolfatazione, che serve a rigenerare la batteria (le batterie sono soggette ad un processo di degradazione chimica, detto solfatazione che diminuisce progressivamente la loro capacità di accumulare energia elettrica), assicurando quindi sempre una ricarica ottimale.

Il regolatore di tensione dispone di un’entrata, a cui vanno assicurati i due cavi che arrivano dal pannello fotovoltaico, e di un’uscita, che porta la corrente direttamente alla batteria. Praticamente tutti i regolatori sono dotati di un circuito di protezione, che evita di fare danni in caso di connessione accidentale con polarità invertita (ricordatevi che la corrente continua ha una polarità!) e di un circuito a diodi che evita, in assenza di luce solare, che la corrente fluisca dalle batterie al pannello solare (sarebbe un disastro, no? )

Io per sicurezza ho montato anche due interruttori: uno che apre il circuito dalla batteria al regolatore (in modo che quando non serve, non lo alimento) e l’altro sul circuito dal pannello al regolatore. Quest’ultimo in teoria non servirebbe, ma preferisco interrompere questo circuito ogni volta che attacco/stacco la spina di uscita dal pannello.

Bene, ora che sapete tutto sui pannelli solari… non vi rimane che provare a montarne uno. E naturalmente… ricordatevi di farmi sapere come va!