CHARTER: CROAZIA ABOLITA LA LISTA EQUIPAGGIO



Roma – Il 1° luglio del 2013 la Croazia, una delle mete più gettonate dagli italiani, entrerà nell’Unione Europea, ma non farà ancora parte dell’area Schengen e di quella dell’Euro. Con l’ingresso in Europa nel paese balcanico non cambierà molto per i turisti italiani, ma una novità ci sarà, l’odiata lista equipaggio sarà abolita.

Sino a oggi chi entrava in Croazia doveva presentare alla Capitaneria di Porto una lista equipaggio che durava tutto l’anno. In questa si potevano riportare un numero di nomi pari al doppio del numero dei passeggeri previsti per l’imbarcazione più il 30%. 

Ciò significava che un cambio di nominativo all’ultimo momento rappresentava un problema e l’armatore non era libero di fare più di un cambio di equipaggio durante la stagione. La norma era stata concepita per limitare la possibilità alle flotte di charter italiani, specialmente quelle con base nel nord est, di andare a fare charter in Croazia.

Rimarrà in vigore la tassa di contributo alla sicurezza della navigazione che deve essere pagata da chi arriva con la barca da fuori della Croazia e quella di soggiorno che viene pagata da tutti, compreso chi noleggia una barca in Croazia.

La prima, tuttavia, scomparirà nel 2015 quando la Croazia, si prevede, entrerà nell’area Schengen e nell’area Euro. 

Tratto da SVN web

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  • Yacht Capital-In questo sito tutte le novità dei saloni nautici internazionali, i protagonisti dello yachting, i cantieri, il mercato del grande usato, gli appuntamenti, i maggiori avvenimenti sportivi, le ultime notizie e le anticipazioni di Yacht Capital.

  • Yachting World Italia-Il sito della prestigiosa rivista, anche in edizione italiana da marzo 2001

Noleggio della barca tra privati

Tratto da www.newsliguria.com

 

La possibilità di noleggiare la propria barca da parte dei privati è diventata realtà. Ecco le ultimissime, e cosa è cambiato in questi ultimi giorni, in quattro precisi punti stilati dai nostri amici del Giornale della Vela

 

E’ stato finalmente pubblicato nella Gazzetta Ufficiale il cosiddetto Decreto Liberalizzazioni, divenuto ora dunque legge a tutti gli effetti. Dall’analisi del testo possiamo ora fornirvi alcune precisazioni a proposito della possibilità da parte dei privati di noleggiare la propria imbarcazione.

 

In pratica, il possessore di un’unità superiore ai dieci metri potrà noleggiare la propria barca come già avviene per il proprietario di una casa, magari per ripagarsi le spese di gestione del posto barca e della manutenzione; dall’altro lato, le agenzie di charter dovrebbero più facilmente poter reperire sul mercato imbarcazioni disponibili al noleggio.
 

Ecco i quattro punti principali del noleggio da parte di privati

 

1. E’ possibile noleggiare in forma occasionale ogni imbarcazione sopra i dieci metri di lunghezza (anche quando la barca è in leasing).

 

2. Il noleggio potrà essere esercitato dallo stesso armatore proprietario dell’imbarcazione o da persona da lui designata, con obbligo di patente nautica per le imbarcazioni (10-24 m) e di titolo professionale per le navi da diporto (quelle maggiori di 24 m).
 

 

3. Prima di effettuare il noleggio è obbligatorio comunicarlo via telematica (le modalità precise devono essere oggetto di un decreto) all’Agenzia delle Entrate e alla Capitaneria di Porto. In caso si impieghi del personale, va effettuata anche una comunicazione all’INPS e all’INAIL.
 

 

4. Se i proventi derivanti dall’attività di noleggio non superano i 30.000 euro all’anno, è possibile assoggettarli a un’imposta sostitutiva del 20 per cento, con esclusione della detraibilità dei costi e delle spese sostenute per l’attività di noleggio.

Sito metereologia ISMER Rete meteomarina ISMER Trieste

www.ismer.cnr.it

www.ts.ismar.cnr.it/

ISMAR Istituto di Scienze marine

ISMAR svolge ricerche in aree polari, oceaniche e mediterranee per studiare:
> l’evoluzione degli oceani e dei margini continentali per definire l’attività di vulcani, faglie e frane sottomarine e gli scenari di impatto sulle coste
> l’influenza dei cambiamenti climatici sulla circolazione oceanica, l’acidificazione, i cicli bio-geochimici e la produttività dei mari
> gli habitat e l’ecologia marina, il crescente inquinamento delle aree costiere e profonde
> le risorse alieutiche per mantenerne lo sfruttamento entro limiti sostenibili e migliorare le pratiche di maricoltura e acquicoltura
> i fattori naturali e antropici che impattano economicamente e socialmente su coste e lagune dalla preistoria all’epoca industriale