Modello E 111 per servizi Sanitari in Croazia

ULSS TREVISO INFORMAZIONI SUL MODELLO 111 – CONVENZIONE ITALIA – CROAZIA:

Dal 1° di luglio p.v. la Croazia entrerà a far parte dell’Unione Europea.

Si informa, pertanto, che per utilizzare i servizi sanitari in Croazia durante un temporaneo soggiorno sarà necessario utilizzare il modello 111 sino al 30 giugno 2013.
 
Dopo tale data sarà necessario presentare la TEAM.
 
Qualora il soggiorno avesse una decorrenza a cavallo rispetto a tale termine, sarà necessario esibire il mod.111 fino al 30/06/13 e la TEAM dal 1/07/13.
 
Per ottenere il modello 111 valido fino al 30 giugno 2013 è possibile rivolgersi ai seguenti sportelli:
 
•    Ufficio estero- Servizio Convenzioni , Via Terraglio 58, Preganziol (TV) c/o “ex Pime”
•    Sportelli afferenti al Distretto Socio  Sanitario di Oderzo
 
Il modello può essere richiesto anche tramite posta elettronica al seguente indirizzo : segconvtv@ulss.tv.it o tramite fax al n 0422-323547, avendo cura di compilare e sottoscrivere il modulo allegato.

Modulo
 
Per ogni informazione è possibile contattare l’Ufficio Estero dell’Azienda Ulss 9 al numero 0422-323931.

Tassa di possesso abolita da 10 a 14 mt e dimezzata fino a 20 mt dal 2014

Tratto da www.farevela.net

Notizia importantissima per la nautica italiana. Grazie all’azione nelle sedi opportune di Ucina la Tassa di Possesso per le imbarcazioni è stata abolita fino a 14 metri e dimezzata per le barche da 14 a 20 metri. Lo riferiscono a Farevelanet portavoce di Ucina. La tassa resta quindi in vigore per il 2013, per chi la avesse già pagata, ma sarà abolita per il 2014 secondo quanto sopra specificato. Un plauso all’Unione dell’Industria Nautica italiana per il risultato ottenuto con il governo, che si è finalmente reso conto dell’importanza strategica del comparto nautico.

E’ stato lo stesso presidente del Consiglio Enrico Letta ha introdurre durante la conferenza stampa le norme di rilancio della nautica contenute nel decreto varato dal Governo, definendo il nostro “un comparto di grande eccellenza”.

Il Ministro delle Infrastrutture e Trasporti Maurizio Lupi, nel corso dell’illustrazione del decreto a Palazzo Chigi, ha detto che la nautica “è un settore che è stato azzerato, meritevole pertanto di un segnale forte da parte di tutto il Governo”.

UCINA Confindustria Nautica, che ha molto lavorato per questo obiettivo esprime soddisfazione: “Le nuove disposizioni”, ha dichiarato il presidente Anton Francesco Albertoni ,  “rappresentano un’importante testimonianza di come il governo guidato da Enrico Letta abbia finalmente ripreso a considerare la nostra industria e il turismo ad essa legato come rappresentativi di  un’opportunità di crescita economica. Certamente la nuova posizione del Governo riflette anche un cambio di percezione della nautica e del diportismo che ci auguriamo venga recepito anche a livello di pubblica opinione, restituendo agli imprenditori del settore l’orgoglio di rappresentare una delle migliori eccellenze italiane che il mondo intero ci riconosce”.

Nello stesso Decreto Legge “Fare” via anche il limite di importo di 30.000 euro per il noleggio occasionale, sostituito da uno in giornate annue.

CROAZIA TASSE 2013

Tratto da un articolo di Andrea Marsanich e da articolo tratto da www.barcheyacht.it

Dal primo luglio, data d’ingresso della Croazia nell’ Unione europea, sono previste novità per i diportisti stranieri, quelli che amano le acque croate dell’Adriatico. Secondo quanto confermato dal responsabile della Capitaneria di porto di Fiume, gli armatori d’oltreconfine pagheranno sì la tassa di navigazione ma viene abolito il rilascio del bollino.

Quest’ultimo, trattato alla stregua di permesso di navigazione, aveva una durata di 12 mesi e dovevano dotarsene tutti coloro la cui imbarcazione era lunga più di 2 metri e mezzo.

Dal ministero della Marineria, Trasporti e Infrastrutture non è giunta alcuna informazione su un eventuale aumento del costo del balzello per la navigazione, che andrà da un minimo di 43 a un massimo di 366 euro all’anno.

Resta anche l’agevolazione per i cosiddetti fedelissimi: i diportisti che torneranno l’anno prossimo nelle acque istriane, quarnerine e dalmate potranno beneficiare di uno sconto del 10 per cento, riduzione che può arrivare fino al 50 per cento.

La tassa andrà versata nelle varie Capitanerie di porto, oppure nelle sedi distaccate, mentre anni fa il pagamento avveniva nei porticcioli turistici.

L’elenco degli imbarcati

Dal primo luglio ci sarà una seccatura in meno per i diportisti e riguarderà la notifica della lista passeggeri, finora obbligatoria per i natanti di lunghezza superiore ai 2 metri e mezzo.

La pratica viene eliminata, dopo che negli ultimi anni gli armatori dovevano arrovellarsi con il famoso coefficiente 2,3. Infatti, se si notificavano 10 passeggeri, nel corso di un anno si potevano avere a bordo della propria imbarcazione 23 persone diverse, numero che non comprendeva i bambini “under 12”.

Lo scopo della notifica della liste dell’equipaggio era di eliminare o ridurre un fenomeno che negli ultimi anni aveva preso piede nelle acque croate, ovvero i viaggi charter abusivi. Grazie a queste liste e soprattutto ai controlli a tappeto (e alle multe da capogiro), i viaggi charter in nero sarebbero spariti o quasi.

La tassa di soggiorno

Nessuna novità invece per la tassa di soggiorno, che dovrà essere pagata nelle Capitanerie di porto. Come detto l’ ammontare del balzello dipende dalla lunghezza dell’imbarcazione e naturalmente dalla durata del soggiorno. Si va da un esborso minimo di circa 19,75 euro a un massimo di 223,8 euro.

Un paio di esempi: l’imposta per gli scafi da 5 a 9 metri e per un soggiorno di non più otto giorni è di 150 kune, circa 19 euro e 75 centesimi. Per un anno si devono versare invece 1000 kune, che al cambio fanno 131,6 euro.

I titolari delle barche da 9 a 12 metri hanno l’ obbligo di pagare da un minimo di 200 a un massimo di 1100 kune (da 26,3 a 144,8 euro). Per i cabinati da 12 a 15 il tariffario prevede un minimo di 300 (39,5 euro) e un massimo di 1300 kune (171 euro).

Da 15 a 20 metri si debbono scucire da 400 (52,66) a 1500 kune (197,5 euro). Oltre i 20 metri si parte da 600 (79) e si finisce a 1700 kune (223,8 euro).

Ingresso e uscita

Va poi detto che non subentrerà alcuna modifica alla prassi finora in vigore, che prevede (da parte del proprietario dell’ imbarcazione) la notifica all’ atto d’ingresso nelle acque croate, pratica da sbrigare anche questa nelle Capitanerie. La stessa procedura va ripetuta prima di uscire dalla Croazia.

«Confermo che le notifiche in entrata e uscita dalle nostre acque – così il capitano della Capitaneria Croatar – resterà in vigore fino a quanto la Croazia non entrerà nello spazio Schengen. Da quel momento, le notifiche non saranno più necessarie».

Dal 1 luglio 2013 la Croazia sarà membro dell’Unione Europea.

Ciò comporterà alcuni cambiamenti dal punto di vista procedurale per glistranieri che decideranno di navigare in acque croate.

– Non sarà più necessario per i cittadini dell’Unione Europea che entreranno inCroazia passare per la dogana e non saranno più dovute le relative imposte(rimarranno alcune limitazioni solo per i tabacchi).

– Resta il controllo da parte della Polizia all’ingresso, che rimarrà in vigore finchè la Croazia entrerà nello spazio Schengen (ciò avverrà probabilmente nel 2015). Sarà abolito però per i cittadini dell’Unione Europea il limite di tre mesi massimi di permanenza in Croazia calcolati in un arco temporale pari a mezzo anno. I cittadini europei potranno dunque rimanere a tempo indefinito in territorio croato.

– Una volta entrati in Croazia bisognerà recarsi alla prima Capitaneria di Portoper notificare il proprio ingresso in Croazia e fornire la lista dell’equipaggio. Nel caso in cui si cambiasse l’equipaggio durante la navigazione in Croazia, non sarà necessario notificarlo e non ci sarà più la limitazione relativa al numero di persone che possono essere imbarcate a bordo durante l’anno. La medesima procedura d’entrata si dovrà effettuare in uscita dalle acque croate.

– Sarà obbligatorio pagare la Tassa di soggiorno in base alla lunghezza dell’imbarcazione e alla durata della permanenza nel territorio. Gli importi vanno da circa 20 euro a un massimo di circa 224 euro per barche di lunghezza superiore ai venti metri.

Lunghezza in metri/Durata del soggiorno/Importo in Kune

5 – 9 m
fino a 8 giorni 150,00
fino a 15 giorni 300,00
fino a 30 giorni 400,00
fino a 90 giorni 600,00
fino a 1 anno 1.000,00

9 – 12 m
fino a 8 giorni 200,00
fino a 15 giorni 350,00
fino a 30 giorni 500,00
fino a 90 giorni 650,00
fino a 1 anno 1.100,00

12 – 15 m
fino a 8 giorni 300,00
fino a 15 giorni 400,00
fino a 30 giorni 600,00
fino a 90 giorni 750,00
fino a 1 anno 1.300,00

15 – 20 m
fino a 8 giorni 400,00
fino a 15 giorni 500,00
fino a 30 giorni 700,00
fino a 90 giorni 850,00
fino a 1 anno 1.500,00

Over 20 m
fino a 8 giorni 600,00
fino a 15 giorni 800,00
fino a 30 giorni 1.000,00
fino a 90 giorni 1.300,00
fino a 1 anno 1.700,00

– Rimane da pagare per le barche superiori al 2,5 mt di lunghezza la “tassa di navigazione” (bollino, vigneta) che andrà versata nelle Capitanerie di Porto. Gli importi vanno da un minimo di 43 euro a un massimo di 366 euro l’anno. Sono previsti degli sconti dal 10% al 50% per i fedelissimi che tornano spesso in Croazia in barca. Dal 1 gennaio 2014 il bollino o vigneta che veniva rilasciato al pagamento della tassa di navigazione non verrà più rilasciato, il pagamento comunque dovrà essere effettuato al pari delle imbarcazioni di bandiera croata (si prevede che anche gli importi verranno allineati), non varrà 12 mesi bensì solo per l’anno in corso.

– Se la barca risulta essere intestata ad un’azienda o viene utilizzata da un amico (non un parente stretto) si dovrà presentare una delega per il suo utilizzo tradotta in croato da un traduttore certificato.

– Si ricorda ai turisti che il paese all’inizio non aderirà all’Area Euro e rimarrà dunque in vigore la Kuna. (1 kuna = 0,13 € circa)

Maggiori informazioni su www.mint.hr

Tassa di possesso non piu’ tassa di stazionamento

Modificata la normativa con notevoli riduzioni 

TRATTO DA FARE VELA

 

Art. 16. Disposizioni per la tassazione di auto di lusso, imbarcazioni e aerei 

1. (…) 

2. Dal 1° maggio di ogni anno le unità da diporto sono soggette al pagamento della tassa annuale, nelle misure di seguito indicate:  

a) euro 800 per le unita’  con scafo di lunghezza da 10,01 metri a 12 metri;  

b) euro 1.160 per le unita’ con scafo di lunghezza da 12,01 metri a 14 metri;  

c) euro 1.740 per le unita’ con scafo di lunghezza da 14,01 a 17 metri;  

d) euro  2.600 per le unita’ con scafo di lunghezza da 17,01 a 20 metri; 

e) euro  4.400 per le unita’ con scafo di lunghezza da 20,01 a 24 metri; 

f) euro 7.800 per le unita’ con scafo di lunghezza da 24,01 a 34 metri;  

g) euro 12.500 per le unita’ con scafo di lunghezza da 34,01 a 44 metri;  

h) euro 16.000 per le unita’ con scafo di lunghezza da 44,01 a 54 metri;  

i) euro 21.500 per le unita’ con scafo di lunghezza da 54,01 a 64 metri;  

l) euro 25.000 per le unita’ con scafo di lunghezza superiore a 64 metri. 

3. La tassa e’ ridotta alla meta’ per le unita’ con scafo di lunghezza fino a 12 metri, utilizzate esclusivamente dai proprietari residenti, come propri ordinari mezzi di locomozione, nei comuni ubicati nelle isole minori e nella Laguna di Venezia, nonche’ per le unita’ di cui al comma 2 a vela con motore ausiliario il cui rapporto fra superficie velica e potenza del motore espresso in Kw non sia inferiore a 0.5. 

4. La tassa non si applica alle unita’ di proprieta’ o in uso allo Stato e ad altri enti pubblici, a quelle obbligatorie di salvataggio, ai battelli di servizio, purche’ questi rechino l’indicazione dell’unita’ da diporto al cui servizio sono posti. 

  

5-bis. La tassa di cui al comma 2 non e’ dovuta per le unita’ nuove con targa di prova, nella disponibilita’ a qualsiasi titolo del cantiere costruttore, manutentore o del distributore, ovvero per quelle usate e ritirate dai medesimi cantieri o distributori con mandato di vendita e in attesa del perfezionamento dell’atto, ovvero per le unità che siano rinvenienti da contratti di locazione finanziaria risolti per inadempienza dell’utilizzatore. Allo scopo di sviluppare la nautica da diporto, la tassa non si applica alle unità di cui ai commi 2 e 3 per il primi due anni o frazione dalla prima immatricolazione. 

6. Ai fini dell’applicazione delle disposizioni di cui ai commi 2 e 3 la lunghezza e’ misurata secondo le norme armonizzate EN/ISO/DIS 8666 per la misurazione dei natanti e delle imbarcazioni da diporto.

7. Sono tenuti al pagamento della tassa di cui al comma 2 i proprietari, gli usufruttuari, gli acquirenti con patto di riservato dominioo gli utilizzatori a titolo di locazione, anche finanziaria1, per la durata della stessa, residenti nel territorio dello Stato, nonché le stabili organizzazioni in Italia dei soggetti non residenti, che posseggano, o ai quali sia attribuibile il possesso di unità da diporto. La tassa non si applica ai soggetti non residenti e non aventi stabili organizzazioni in Italia che posseggano unità da diporto, sempre che il loro possesso non sia attribuibile a soggetti residenti in Italia, nonché alle unità bene strumentale di aziende di locazione e noleggio, incluse quelle di cui alla Legge 8 luglio 2003, n. 172. Con provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate sono stabilite le modalita’ ed i termini di pagamento della tassa, di comunicazione dei dati identificativi dell’unita’ da diporto e delleinformazioni necessarie all’attivita’ di controllo. I pagamenti sono eseguiti anche con moneta elettronica senza oneri a carico del bilancio dello Stato. Il gettito della tassa di cui al comma 2 affluisce all’entrata del bilancio dello Stato.

9. Le Capitanerie di porto, le forze preposte alla tutela della sicurezza e alla vigilanza in mare, nonche’ le altre forze preposte alla pubblica sicurezza o gli altri organi di polizia giudiziaria e tributaria vigilano sul corretto assolvimento degli obblighi derivanti dalle disposizioni di cui ai commi da 2 a 7 del presente articolo ed elevano, in caso di violazione, apposito processo verbale di constatazione che trasmettono alla direzione provinciale dell’Agenzia delle entrate competente per territorio, in relazione al luogo della commissione della violazione, per l’accertamento della stessa. Per l’accertamento, la riscossione e il contenzioso si applicano le disposizioni in materia di imposte sui redditi; per l’irrogazione delle sanzioni si applicano le disposizioni di cui al decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 472, esclusa la definizione ivi prevista. Le violazioni possono essere definite entro sessanta giorni dalla elevazione del processo verbale di constatazione mediante il pagamento dell’imposta e della sanzione minima ridotta al cinquanta per cento. Le controversie concernenti l’imposta di cui al comma 2 sono devolute alla giurisdizione delle commissioni tributarie ai sensi del decreto legislativo 31 dicembre 1992, n. 546. 

10. Per l’omesso, ritardato o parziale versamento dell’imposta di cui al comma 2 si applica una sanzione amministrativa tributaria dal 200 al 300 per cento dell’importo non versato, oltre all’importo della tassa dovuta 

15. L’imposta di cui al comma 11 e’ versata secondo modalita’ stabilite con provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate da emanarsi entro sessanta giorni dall’entrata in vigore del presente decreto.

15-bis. In caso di omesso o insufficiente pagamento dell’imposta di cui al comma 11 si applicano le disposizioni del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 471, e del decreto legislativo 18 dicembre
1997, n. 472.

15-ter. (…) La tassa di cui ai commi 2 e 3 e’ ridotta dopo cinque, dieci e quindici anni dalla data di costruzione dell’unita’ da diporto, rispettivamente, del 15, del 30 e del 45 per cento. I predetti periodi decorrono dal 1° gennaio dell’anno successivo a quello di costruzione. 


Quanto pagheranno le barche a vela

10,01-12 metri tassa annuale 400 euro (912,50 euro con la tassa di stazionamento dicembre 2011)

12,01-14 metri tassa annuale 580 euro (1.460,00 euro con la tassa di stazionamento dicembre 2011)

14,01-17 metri tassa annuale 870 euro (1.825,00 euro con la tassa di stazionamento dicembre 2011)

17,01-20 metri tassa annuale 1.300 euro (5.475 euro con la tassa di stazionamento dicembre 2011)

20.01-24 metri tassa annuale 2.200 euro (5.475 euro con la tassa di stazionamento dicembre 2011)

 

Riduzioni per vetusta’

Barca tra 10,01 e 12 metri di 5 anni 340 euro (775,62 euro con la tassa di stazionamento 2011)

Barca tra 10,01 e 12 metri di 10 anni 280 euro (638,75 euro con la tassa di stazionamento 2011)

Barca tra 10,01 e 12 metri di 15 anni 220 euro (501,87 euro con la tassa di stazionamento 2011)

 

Barca tra 12,01 e 14 metri di 5 anni 493 euro (1.241 euro con la tassa di stazionamento 2011)

Barca tra 12,01 e 14 metri di 10 anni 406 euro (1.022 euro con la tassa di stazionamento 2011)

Barca tra 12,01 e 14 metri di 15 anni 319 euro (803 euro con la tassa di stazionamento 2011)

 

Barca tra 14,01 e 17 metri di 5 anni 739 euro (1.551,25 con la tassa di stazionamento 2011)

Barca tra 14,01 e 17 metri di 10 anni 609 euro (1.277,50 con la tassa di stazionamento 2011)

Barca tra 14,01 e 17 metri di 15 anni 478,50 euro (1.003.75 con la tassa di stazionamento 2011)

 

Barca tra 17,01 e 20 metri di 5 anni 1.105 euro (4.653,75 con la tassa di stazionamento 2011)

Barca tra 17,01 e 20 metri di 10 anni 910 euro (3.832,50 con la tassa di stazionamento 2011)

Barca tra 17,01 e 20 metri di 15 anni 715 euro (3.011.25 con la tassa di stazionamento 2011)

Nuovo cambiamento: reitrodotta la vetusta’

Diventa più leggera la tassa sulle auto e le barche di lusso e le mancate entrate potranno arrivare da un aumento delle sigarette. Lo prevede un emendamento dei relatori alla manovra, approvato dalle commissioni della Camera.

Il testo del decreto legge sulla manovra all’esame dell’Aula prevede che l’addizionale erariale della tassa automobilistica sia ridotta al 60%, al 30% e al 15% dopo, rispettivamente, 5, 10 e 15 anni dalla data di costruzione del veicolo e che passati i 20 anni non sia più dovuta. Per barche la tassa è ridotta del 15%, del 30% e del 45% decorsi, rispettivamente, 5, 10 e 15 anni dalla data di costruzione. Di conseguenza si introduce, “la previsione di una clausola di copertura – si legge nel testo – in base alla quale con decreto direttoriale della Amministrazione autonoma dei monopoli è rideterminata l’aliquota dell’accisa del tabacco da fumo in misura tale da conseguire un gettito pari all’onere derivante dal comma”.

Decreto Monti annullata la vetusta’ per le barche a vela

In fase di approvazione del decreto Monti e’ stata annullato il punto 5 relativo alla vetusta’ inizialmente prevista.

5. Gli importi indicati nel commi 3 e quelli conseguenti al comma 4 sono ridotti del 15, del 30 e 

del 45 per cento rispettivamente dopo cinque, dieci e quindici anni dalla data di costruzione dell’unità 

da diporto. Tali periodi decorrono dal primo gennaio dell’anno successivo a quello di costruzione.

Tassa su barche decreto Monti

Di seguito il testo dell’articolo 16 che disciplina la tassa sulle imbarcazioni.

 

3.  (imbarcazioni)  Dal 1° maggio 2012 le unità da diporto che stazionino in porti marittimi 

nazionali, navighino o siano ancorate in acque pubbliche, anche se in concessione a privati, sono 

soggette al pagamento della tassa annuale di stazionamento, calcolata per ogni giorno, o frazione di 

esso, nelle misure di seguito indicate:

a) euro 5 per le unità con scafo di lunghezza da 10,01 metri a 12 metri;

b) euro 8 per le unità con scafo di lunghezza da 12,01 metri a 14 metri;

c) euro 10 per le unità con scafo di lunghezza da 14,01 a 17 metri;

d) euro 30 per le unità con scafo di lunghezza da 17,01 a 24 metri;

e) euro 90 per le unità con scafo di lunghezza da 24,01 a 34 metri;

f) euro 207 per le unità con scafo di lunghezza da 34,01 a 44 metri;

g) euro 372 per le unità con scafo di lunghezza da 44,01 a 54 metri;

h) euro 521 per le unità con scafo di lunghezza da 54,01 a 64 metri;

i) euro 703 per le unità con scafo di lunghezza superiore a 64 metri.

4. La tassa di cui al comma 3 è ridotta alla metà per le unità con scafo di lunghezza fino ad 12 

metri utilizzate esclusivamente dai proprietari residenti, come propri ordinari mezzi di locomozione, 

nei comuni ubicati nelle isole minori e della Laguna di Venezia, nonché per le unità a vela con motore 

ausiliario.

5. Gli importi indicati nel commi 3 e quelli conseguenti al comma 4 sono ridotti del 15, del 30 e 

del 45 per cento rispettivamente dopo cinque, dieci e quindici anni dalla data di costruzione dell’unità 

da diporto. Tali periodi decorrono dal primo gennaio dell’anno successivo a quello di costruzione.

6. La tassa di cui al comma 3 non si applica alle unità di proprietà o in uso allo Stato e ad altri 

enti pubblici, a quelle obbligatorie di  salvataggio, ai battelli di servizio, purché questi rechino l’indicazione dell’unità da diporto al cui servizio sono posti, nonché alle unità di cui al medesimo 

comma 4 che si trovino in un’area di rimessaggio e per i giorni di effettiva permanenza in rimessaggio.

7. Sono esenti dalla tassa di cui al comma 3 le unità da diporto possedute ed utilizzate da enti ed 

associazioni di volontariato esclusivamente ai fini di assistenza sanitaria e pronto soccorso.

8. Ai fini dell’applicazione delle disposizioni di  cui ai commi 3 e 4 la lunghezza è misurata 

secondo le norme armonizzate EN/ISO/DIS 8666 per la misurazione dei natanti e delle imbarcazioni da 

diporto.

9. Sono tenuti al pagamento della tassa di cui al comma 3 i proprietari, gli usufruttuari, gli 

acquirenti con patto di riservato dominio o gli utilizzatori a titolo di locazione finanziaria. Con 

provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate sono stabilite le modalità ed i termini di 

pagamento della tassa, di comunicazione dei dati identificativi dell’unità da diporto e delle 

informazioni necessarie all’attività di controllo. I pagamenti sono eseguiti anche con moneta elettronica 

senza oneri a carico del bilancio dello Stato. Il gettito della tassa di cui al comma 1 affluisce all’entrata 

del bilancio dello Stato

10. La ricevuta di pagamento, anche elettronica, della tassa di cui al comma 3 è esibita dal 

comandante dell’unità da diporto all’Agenzia delle Dogane ovvero all’impianto di distribuzione di 

carburante, per l’annotazione nei registri di carico-scarico ed i controlli a posteriori, al fine di ottenere 

l’uso agevolato del carburante per lo stazionamento o la navigazione.

11. Le Capitanerie di porto, le forze preposte alla tutela della sicurezza e alla vigilanza in mare, 

nonché le altre forze preposte alla pubblica sicurezza o gli altri organi di polizia giudiziaria e tributaria 

vigilano sul corretto assolvimento degli obblighi derivanti dal presente articolo ed elevano, in caso di 

violazione, apposito processo verbale di constatazione che trasmettono alla direzione provinciale 

dell’Agenzia delle entrate competente per territorio, in relazione al luogo della commissione della 

violazione, per l’accertamento delle stesse. Per l’accertamento, la riscossione e il contenzioso si 

applicano le disposizioni in materia di imposte sui redditi; per l’irrogazione delle sanzioni si applicano 

le disposizioni di cui al decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 472, esclusa la definizione ivi prevista. 

Le violazioni possono essere definite entro sessanta giorni dalla elevazione del processo verbale di 

constatazione mediante il pagamento dell’ imposta e della sanzione minima ridotta al cinquanta per 

cento. Le controversie concernenti l’imposta di cui al comma 1 sono devolute alla giurisdizione delle 

commissioni tributarie ai sensi del decreto legislativo 31 dicembre 1992, n. 546.

12. Per l’omesso, ritardato o parziale versamento dell’imposta si applica una sanzione 

amministrativa tributaria dal 200 al 300 per cento dell’importo non versato, oltre all’importo della tassa 

dovuta.

Certificato Assicurazione

Certificato Assicurazione

Tratto da www.studioliguori.com

La legge di riforma della nautica ha modificato la normativa concernente l’assicurazione sulla responsabilità civile verso terzi. Tutte le unità da diporto che abbiano un motore a bordo (entrobordo o fuori bordo, anche se ausiliario) di qualsiasi potenza devono avere una polizza di assicurazione. La copertura assicurativa deve essere effettuata anche per i tender.

Il limite dei tre cavalli fiscali che escludeva l’obbligo assicurativo
è stato soppresso.

Il premio assicurativo si paga annualmente e la scadenza è indicata nella relativa polizza. Il contrassegno del certificato va esposto, in modo ben visibile.

Nel passato avevamo scritto che il “contrassegno assicurativo” doveva essere esposto in modo ben visibile sull’unità da diporto. Sulla questione, in data 6 febbraio 2008, è intervenuto un regolamento dell’ISVAP (Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni private e di interesse collettivo) che all’art. 4 stabilisce che l’obbligo sussiste per i veicoli a motore, rimorchi e semirimorchi, mentre per le unità da diporto il contrassegno assicurativo e il certificato di assicurazione devono essere considerati come documenti di bordo da esibire, quando richiesti, agli organi preposti alla vigilanza in mare.

Documenti da tenere a bordo

Documenti da tenere a bordo

Tratto da www.assonautica.it

Le unità da diporto, con o senza marcatura CE, devono tenere a bordo i seguenti documenti:
I natanti a remi e a vela, quando navigano per diporto o in attività di pesca sportiva, devono avere a bordo (anche se non previsti dalla legge) soltanto i documenti di riconoscimento delle persone imbarcate.
I natanti a motore, oltre ai documenti di riconoscimento delle persone a bordo, devono avere:
la dichiarazione di potenza del motore ovvero il certificato d’uso del motore (quest’ultimo è stato soppresso), sia per i motori fuoribordo che entrobordo. Sul documento sono indicate la potenza del motore in Kw/Cv e la cilindrata per determinare l’eventuale obbligo della patente nautica, nonché il consumo orario;
la polizza di assicurazione obbligatoria della responsabilità civile per danni a terzi (limite di garanzia minimo 774.685 euro) per le unità munite di motore di qualsiasi potenza. Il limite dei tre cavalli fiscali è stato soppresso. I contrassegno del certificato va esposto e posizionato in un punto ben visibile;
La patente nautica in corso di validità (il pagamento del bollo annuale è stato soppresso). La patente è obbligatoria quando la potenza del motore o complessiva dei motori supera i 40,8 CV, pari a 30 KW, o la cilindrata supera i 750 cc. se a carburazione a due tempi, i 1.000 cc se a carburazione a quattro tempi fuoribordo o se a iniezione diretta, 1.300 cc se a carburazione a quattro tempi entrobordo, 2.000 cc. se diesel nonché quando la navigazione si svolge ad una distanza superiore alle sei miglia dalla costa ovvero per condurre le moto d’acqua;
Nel caso vi sia a bordo un Vhf (è obbligatorio quando si naviga a distanza superiore alle sei miglia dalla costa) devono essere tenuti a bordo:
1. certificato limitato di Rtf dell’operatore (si consegue senza esame e non è soggetto a scadenza o a bollo);
2. licenza di esercizio Rtf (rilasciata, in virtù della nuova legge sulla nautica, direttamente dall’Ispettorato Regionale delle Comunicazioni, avente la giurisdizione sul luogo di residenza dell’interessato).

Per i natanti costruiti in serie deve essere tenuto a bordo il certificato di omologazione e la dichiarazione di conformità (originale o copia autenticata). Su tale certificato sono indicati: la specie di navigazione cui l’unità è abilitata; la potenza massima (e la massa) del motore installabile a bordo; il numero delle persone trasportabili, sempre più favorevole rispetto a quello stabilito dal regolamento di sicurezza per le unità non omologate (3 persone fino a m. 3,50, 4 persone fino a m. 4,50, 5 persone fino a 6 m., 6 persone fino a m. 7,50, se superiore 7 persone).

Per navigare fino a 12 miglia dalla costa i natanti oltre ai documenti sopra menzionati, devono avere a bordo uno dei seguenti documenti attestanti l’idoneità:
il certificato di omologazione e dichiarazione di conformità rilasciata dal costruttore dai quali risulta che l’unità è abilitata alla navigazione senza alcun limite (o oltre sei miglia dalla costa);
l’estratto del R.I.D. (Registro delle Imbarcazioni da Diporto) rilasciato, per le unità già iscritte e successivamente cancellate dai registri, dall’ex Ufficio di iscrizione, dal quale risulta che l’unità era abilitata alla navigazione senza alcun limite;
una specifica attestazione di idoneità rilasciata da un organismo notificato.
Nota: i natanti con marchio CE non hanno più l’obbligo di avere a bordo il “manuale del proprietario”
Le imbarcazioni, oltre ai documenti di riconoscimento delle persone a bordo, devono avere:
la licenza di navigazione (non va sottoposta ad alcun visto periodico);
la dichiarazione di potenza o il certificato d’uso del motore (solo per le unità munite di motore fuoribordo);
la polizza di assicurazione (sempre obbligatoria: il limite dei tre cavalli fiscali è stato soppresso) il contrassegno del certificato va esposto;
il certificato di sicurezza in corso di validità (le annotazioni di sicurezza riportate sulla licenza sono valide fino alla loro scadenza);
licenza di esercizio RTF (obbligatoria per tutte le unità che hanno un apparecchio radiotelefonico a bordo). Il documento non ha scadenza.
Nota: nel documento sono indicati oltre gli elementi di individuazione dell’unità ed il nominativo internazionale anche il tipo di apparato VHF installato a bordo autorizzato.
certificato limitato Rtf (si consegue senza esame) – non ha scadenza;
patente nautica, in corso di validità, quando prescritta (la tassa annuale è stata soppressa);
Note:
La tassa di stazionamento è stata soppressa per tutte le unità da diporto;
Sullo scafo delle unità CE è apposta la targhetta del costruttore nella quale sono indicati la categoria di progettazione (A, B, C o D), la portata massima consigliata in kg. e il numero massimo delle persone trasportabili. Ulteriori notizie riguardanti l’utilizzazione dell’unità sono riportate nel “Manuale del proprietario” che è consegnato dal costruttore al proprietario al momento dell’acquisto.
Nel caso venga installato un motore ausiliario, questi deve essere munito della dichiarazione di potenza o del certificato d’uso e di una polizza di assicurazione autonoma. I motori installati a bordo delle unità da diporto di qualsiasi potenza devono avere una propria copertura assicurativa.
Per la navigazione tra i porti nazionali, i documenti possono essere tenuti a bordo in copia autenticata.
Abilitazione alla navigazione
Le unità con il marchio CE, in relazione alla categoria di progettazione, sono abilitate alle seguente specie di navigazione:

Categoria A: senza alcun limite;
Categoria B: con vento fino a forza 8 e onde di altezza significativa fino a 4 metri (mare agitato);
Categoria C: con vento fino a forza 6 e onde di altezza significativa fino a 2 metri (mare molto mosso);
Categoria D: per la navigazione nelle acque protette, con vento forza 4 e onde di altezza significativa fino a 0,3 metri.
Nota: per misurare la forza del vento si usa la scala Beaufort. Per altezza significativa dell’onda s’intende l’altezza media calcolata considerando un terzo delle maggiori altezze d’onda osservate in un dato periodo. La valutazione degli elementi meteo-marini è fatta dallo skipper che si assume anche la responsabilità di impiegare l’unità nei limiti della categoria di progettazione assegnata dal costruttore, secondo le istruzioni riportate nel manuale del proprietario.
Navigazione con i tender
I natanti da diporto a motore fino a 10 metri (la lunghezza di tali unità è stata allineata, dalla legge di riforma della nautica, a quelle a vela), quando utilizzate come “tender” devono riportare sullo scafo la sigla e il numero d’iscrizione (es. tender to GE 100D). Nel corso della navigazione entro un miglio dalla costa o dall’unità-madre, se si trova al largo, a bordo è obbligatorio avere solo le cinture di salvataggio e il salvagente anulare con cima, con esclusione delle altre dotazioni. Il tender deve essere munito della dichiarazione di potenza del motore o del certificato d’uso (valido anche dopo la soppressione) e della polizza di assicurazione, obbligatoria, dopo la riforma della nautica, per tutti i motori installati a bordo (il limite di esenzione dei tre cavalli fiscali è stato soppresso)