Vista e patente nautica

Vista e patente nautica: non tutti riusciranno ad ottenerla e a rinnovarla

In allegato alcuni articoli in merito a recente legge che penalizzera’ molti tra aspiranti e gia’ abilitati patentati.

Scritto da un utente con questo problema in una rivista nautica:

Sono un velista nonchè medico oculista e sono recentemente venuto a conoscenza di un grosso problema riguardo al rilascio ed al rinnovo delle patenti nautiche. Il decreto 26/7/08 n° 146 con l’allegato I (articolo27) del 22/9/08 stabilisce che per ottenere o rinnovare la patente occorrono minimo 3/10 naturali nell’occhio peggiore. Mi spiego meglio: è necessario che un soggetto ad occhio nudo veda almeno la terza riga del tabellone alla distanza prescritta. E basta un piccolo difetto refrattivo, superiore di media ad una diottria, perchè ciò non sia possibile. In pratica chiunque porti un paio di occhiali, anche di potere molto modesto, non potrà avere la patente nautica, nonostante un visus corretto di 11/10 per occhio.. Assurdo, quando per pilotare un elicottero il limite è 1/10, per non parlare dell’automobile che non ha limiti di visus naturale ma bastano 10/10 corretti complessivi, cioè sommando i due occhi. Mi immagino che il legislatore o chi ha proposto la norma non abbia pensato che dovranno togliere la patente ad uno stuolo di ufficiali di marina e di ammiragli… Per tornare ai fatti ho interpellato la guardia costiera che ha girato la interrogazione all’ufficio competente da cui non ho ancora avuto risposta. Tramite la mia sezione della LNI abbiamo interpellato la presidenza nazionale ma anche da questa ancora nessuna risposta. Ho inoltre interessato della questione la SOI, Società Oftalmologica Italiana, che si sta occupando della questione e tra breve farà avere un parere all’autorità competente. Il sospetto è che come al solito in Italia, di fronte a regole assurde, prevalga la tendenza a aggirarle piuttosto che a risolvere per cui se i medici abilitati al rilascio delle patenti non applicano la regola… e come al solito è un problema di conoscenze e di discrezionalità. Intanto un nostro associato si è vista negare l’idoneità ed altri ne ho sentiti. Abbiamo calcolato che non saranno rinnovate circa il 30% delle patenti. E la cosa non mi sembra molto giusta, neanche che a portare una barca a vela o a motore ci sia bisogno di una vista da top gun. Certo che chi fa chirurgia refrattiva come il sottoscritto potrebbe averne un bel guadagno, operando tutti i patentati o candidati tali, ma non mi sembrerebbe molto corretto. Penso che sia utile un interessamento dei media del settore, anche pubblicando questa lettera. All’uopo allego le norme in questione.

D.L.146 del 29/07/08 ed il relativo Regolamento di attuazione in vigore dal 21/12/2008.
Al paragrafo 3.A recita:
A. Per il conseguimento o la convalida delle patenti nautiche l’interessato deve possedere, almeno in un occhio, un campo visivo normale, una sensibilità cromatica sufficiente a distinguere rapidamente e con sicurezza i colori fondamentali (rosso, verde, blu), una sufficiente visione crepuscolare-notturna; per i soggetti ultra sessantenni o diabetici o affetti da glaucoma o neurootticopatie o cheratopatie o malattie degenerative corio-retiniche, deve essere accertata la sensibilità al contrasto spaziale, che deve risultare almeno in un occhio superiore al 70% del normale con lettura di ottotipo di 3/10.
In caso di visione binoculare l’interessato deve possedere un’acutezza visiva naturale non inferiore al limite di 3/10 nell’occhio migliore e un visus corretto complessivo, quale somma monoculare dei due visus, non inferiore a 10/10, raggiungibile con correzione con lenti a contatto di qualsiasi valore diottrico o con correzione di occhiali con lenti sferiche e cilindriche positive o negative di qualsiasi valore diottrico, purché in caso di visus corretto per vizio miopico da un occhio ed ipermetropico dall’altro, correggibile rispettivamente con lenti sferiche negative o positive, la differenza di rifrazione tra le due lenti non sia superiore a tre diottrie. Nel caso in cui la correzione si renda necessaria per un solo occhio, essendo l’altro emmetropico, il grado di rifrazione della lente non può essere superiore a tre diottrie sia positive che negative. Quando alle lenti di base sferiche sia associata una lente cilindrica, il calcolo della differenza di rifrazione deve essere effettuato tenendo conto anche del valore degli assi di astigmatismi. La differenza negli assi ortogonali non deve superare, in valore assoluto, le due diottrie.