Personaggi della Vela: Will Sayer

Will Sayer ed Elmarleen

Will 5 anni fa ha comprato Elmarleen, un vecchio 33 piedi di 29 anni, abbandonato da diversi anni e in condizioni disastrose. Con molta pazienza, lavoro e denaro lo ha riportato nelle migliori condizioni. Navigando ha maturato il suo sogno: partecipare alla OSTAR. La barca ha richiesto una ulteriore revisione per renderla adatta ad affrontare l’oceano. Quest’anno ” dream comes true”, Will e’ alla partenza dopo aver lasciato il lavoro e con qualche preoccupazione di come pagare i debiti sostenuti per il recupero di Elmarleen. Ha corso e ha vinto………e non si e’ fermato, decidendo di prolungare il periodo di navigazione. L’esperienza del refitting nell’allegato tratto dalla rivista PBO (Practical Boat Owner) e il diario delle sue navigazioni nel suo blog www.willymakeit.co.uk  Info sulla regata OSTAR su www.ostar2009.co.uk

 

 pbo-ostar-june09.pdf

 

Jessica Watson

Jessica Watson ci riprova

L’australiana Jessica Watson tenta di battere il record del 18enne Jesse Martin

Giro del mondo in vela: parte una 16enne,domenica lascerà il porto di Sydney: otto mesi la durata prevista del viaggio

SYDNEY – Costretta nei giorni scorsi a rinviare a causa delle avverse condizioni meteo, la 16 enne australiana Jessica Watson è pronta a partire domenica per un giro del mondo in solitario in barca a vela che durerà otto mesi. Le difficoltà non la scoraggiano, visto che in un tentativo precedente la sua barca si era scontrata con una nave mercantile.
A bordo della sua nuova barca tutta rosa, un 10 metri che si chiama “Ellás Pink Lady”, la giovanissima navigatrice uscirà dal porto di Sydney salutata da una folla di fan. La Watson spera di battere il record stabilito dieci anni fa dal connazionale, Jesse Martin, che all’età di 18 anni ha circumnavigato da solo il globo.

UNA PARTENZA PREPARATA DA ANNI – Intervistata dall’emittente Abc mentre stivava i viveri in barca, la ragazza ha spiegato che l’inizio del viaggio attraverso le acque calme del Pacifico le permetterà di prepararsi al lungo periodo di solitudine che deve affrontare e ha negato di avere paura. A parte, ha detto, il momento della partenza con tanta gente a salutare dal molo. «Sarà un po’ come uno spettacolo dei clown del circo – ha detto – ma penso che sia normale visto che è stato preparato per anni. E io me ne andrò a navigare intorno al mondo».

Potete seguire la sfida di jessica nel suo sito www.jessicawatson.com.au

Tratto da www.corriere.it 

Il Cunningam

Il Cunningam

Una semplice attrezzatura di solito utilizzata in regata per regolare il grasso della vela. Anche in crociera permette continue e semplici regolazioni in grado di farVi guadagnare tranquillamente mezzo nodo …….e farVi arrivare in porto mezz’ora prima

cunningam.doc

 

Nella navigazione a vela, il cunningham è un tipo di caricabasso usato su una barca a vela bermudiana per modificare il grasso della vela. Prende il nome dall’inventore, Briggs Cunningham, un armatore vincitore di una Coppa America, che era costruttore e velista, così come appassionato pilota di automobili da corsa. Il Columbia, un yatch di classe 12 metri S.I., fu condotto alla vittoria da Cunningham nella sfida di Coppa America del 1958.Il sistema solitamente consiste di una cima che è assicurata ad un’estremità all’albero o al boma sotto il piede della randa; quindi è passata attraverso un occhiello nell’inferitura della vela vicino all’angolo di mura, quindi è condotta giù dall’altro lato ad un punto di fissaggio sull’albero, sul boma o sulla coperta.

Regolazioni

La tensione della ralinga è ottenuta dalla regolazione combinata di drizza e cunningham. La tensione applicata, spostando il tessuto, consente di modificare la posizione del grasso della vela migliorandone così l’efficacia.Il vantaggio primario di registrazione tramite il cunningham è la velocità e la facilità con cui la tensione può essere cambiata in navigazione e in regata. Si tratta di un controllo fine che è usato più frequentemente in regata che nella navigazione da diporto

Azione del Cunnigham sulla vela

Cinture di salvataggio

Cinture di salvataggio: ancora confusione

Tratto da un articolo di farevela.net un approfondimento sul tema ancora non risolto di quali cinture di salvataggio dobbiamo tenere in barca

Monday, October 05, 2009 Autore: Michele Tognozzi
Genova- Da Umberto Verna, massimo esperto in Italia in temi di sicurezza nella navigazione a vela, ci giunge la segnalazione di un’importante problematica relativa alle nuove norme per le cinture di salvataggio.

La circolare di fine luglio del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, che proibisce la commercializzazione e l’utilizzo dei salvagenti e degli ausilii al galleggiamento EN 395. 396, 399 a vantaggio dei salvagenti ISO 12402, sembrerebbe infrangere disposizioni europee. Oltre alle lamentele dei diportisti, costretti ancora una volta a cambiare le cinture di salvataggio per favorire le aziende produttrici, anche le ditte europee presenti al Salone di Genova segnalano alla Commissione Europea e allo stesso nostro Ministero la errata comunicazione e la turbativa di mercato creata dalla circolare.

Ricordiamo anche che Umberto Verna è direttore del Centro Studi per la sicurezza in mare “I Ragazzi del Parsifal” di Rimini.

Circolare del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti italiano: