LAMPADE A LED IN BARCA

Interessante articolo tratto da http://www.spazionautica.it

Sostituire le vecchie lampadine alogene con lampadine a led è una delle migliorie più semplici, relativamente economiche, e utili che si possano effettuare in barca.

Consumare un quinto o un decimo di corrente per luci di coperta, luci di via e luce di fonda, significa non doversi più preoccupare di questi consumi, e risparmiare energia preziosa per le altre utenze (frigorifero, wc, verricello, autoclave, boiler..).

La corrente “faticosamente” fornita dai pannelli solari, o dall’alternatore, potrà essere conservata piu’ a lungo, ed evitare di accendere il motore in reda per ricaricare le batterie sarà un beneficio per noi e per i nostri vicini!

Anche navigando a vela, le luci di via non saranno più un consumo di cui preoccuparsi.

Grazie alle basse temperature di esercizio e all’insensibilità alle vibrazioni, le lampadine a led vantano anche una maggiore durata  rispetto alle alogene,  consentendo un ulteriore beneficio economico, ed evitandoci noiose e frequenti sostituzioni, particolarmente problematiche per chi ha una barca a vela, quando si tratta di sostituire la lampadina in testa d’albero!

 

LUCE CALDA O FREDDA?

Anche dal lato estetico si ha generalmente un miglioramento, grazie alla luce più chiara e brillante dei led, anche se i “nostalgici” della nautica giustamente potrebbero rimpiangere il calore e l’ambiente certamente più “marinaro” delle vecchie e giallognole luci alogene, rispetto alle fredde e moderne luci a led, dal bagliore spesso fin troppo glaciale se non addirittura azzurrato!

Le lampadine a led si trovano infatti quasi sempre con tonalità azzurro “ghiaccio” (6000 kelvin o più), e solo in alcuni casi con luce bianca naturale (5000 kelvin). Molto raramente, soprattutto su siti stranieri (es. ebay Germania), si riescono invece a trovare lampadine a led a luce calda “solare” (3.500-4000 kelvin), che però spesso non garantiscono un’adeguata luminosità.

 

ATTENZIONE AL TIPO DI LED

Oltre alla tonalità di bianco, è importante acquistare lampadine che forniscano luminosità equivalente se non superiore a quelle che andiamo a sostituire. 

Molto spesso nella scheda tecnica della lampadina a led è riportato il wattaggio della corrispondente lampadina alogena, un pò come avviene nelle lampadine a risparmio energetico domestiche.

Nel caso non riusciamo a trovare questa indicazione, possiamo basarci sul tipo di led utilizzato, di massima quelli più luminosi riportano la sigla Smd 5050 (un chip che contiene al suo interno 3 piccolissimi led, come in foto), mentre i led più classici con chip singolo riportano sigle come smd 3528 e sono mediamente meno luminosi.

I led 5050, essendo più potenti, tendono comunque anche a scaldare di più e per questo per alcuni utilizzi sono meno diffusi.

Per capire l’effettiva luminosità della lampadina, sigle a parte, conviene comunque basarsi anche sul semplice consumo (watt), che viene sempre menzionato nelle confezioni o nelle inserzioni su internet: una lampadina a  led da 3-4 watt emetterà quasi sempre più luce di una da 1 watt!

 

 

IL NUMERO DI LED NON SEMPRE CONTA

La quantità di led presenti nel bulbo della lampadina non sempre, anzi raramente, è proporzionale all’effettiva luminosità, non fatevi dunque impressionare da lampadina “cosparsa” di led perche potrebbero emettere meno luce di un silgolo led ad alta potenza.

Naturalmente se la lampadina deve illuminare a 360 gradi, allora avere molti led potrebbe garantire una luce meglio distribuita.

 

OMOLOGAZIONE RINA  O CE?

Mentre per le luci interne della barca siamo ovviamente liberi di installare qualsiasi tipo di lampadina a led, con più o meno intensità e con diverse tonalità di colore, per quanto riguarda le luci di via e di fonda occorre necessariamente acquistare lampadine omologate RINA. 

Non è solo una questione burocratica o legale, perchè come abbiamo visto le lampadine a led non sempre garantiscono luminosità e colorazione adeguate per risultare ben visibili in navigazione dalle altre imbarcazioni.

Molti ritengono sufficiente che le lampadine siano marcate CE, ma in realtà questo non sempre basta, poichè la marcatura CE che peraltro viene spessissimo contraffatta, non assicura che la lampadina sia adatta all’uso nautico, considerato che le lampadine in commercio sono quasi sempre ideate per utilizzi su autovetture o camper.

Attenzione che qui parliamo soltanto di lampadine: per quanto riguarda invece la luce vera e propria (completa di plafoniera stagna), acquistate nei negozi di nautica e fornite dai noti produttori di articoli nautici, è probabile che anche in assenza di specifica omologazione rina, vengano comunque considerate legali, essendo progettate per uso nautico e quindi presumibilmente omologate “alla fonte.” Quasi sempre comunque per questi articoli l’omologazione RINA è riportata ben in vista.

 

REGOLIAMO LE LUCI A LED CON IL VECCHIO “VARIALUCE”

Sembra strano ma anche per i led esistono i classici “varialuce”, in gergo “dimmer”, che tramite la classica manopolina ci consentono di regolare l’intensità di luce.

Non tutte le lampadine a led funzionano con questo tipo di regolazione, ma gran parte delle lampade a led con forma “a piattina”, che sostituiscono i classici faretti alogeni per la cabina della barca, sembrano essere regolabili con dispositivi simili a quello in foto.

 

 

CONSIGLI UTILI

  • ATTENZIONE ALLE LUCI PER I FANALI DI VIA: i led troppo azzurri, installati all’interno delle classiche plafoniere stagne con vetro verde, potrebbero generare una luce azzurra-turchese, che oltre a non essere “omologata” potrebbe costituire un serio pericolo in navigazione notturna

 

  • ATTENZIONE anche alla tensione di carica del generatore o del caricabatterie 220 “da pontile”, che fornendo spesso tensioni oltre i 13-14volts, spesso peraltro non troppo “stabili”, potrebbero in pochissime ore surriscaldare e danneggiare tutti i led, che inizieranno a “lampeggiare” per poi rompersi uno ad uno, facendoci gettare al vento decine di euro e incolpare ingiustamente il negozio che ci ha venduto le lampadine, che essendo dichiarate per funzionamento a 12 volts non sono garantite per tensioni superiori.

 

  •  OCCHIO ALLA BAIONETTA: le classiche lampadine a baionetta esistono di due tipi BA15S (S=singolo contatto) o BA15D (D= doppio contatto), nelle plafoniere delle barche troviamo spesso attacchi BA15D, ma prima dell’acquisto dovremo comunque verificare quale attacco abbiamo.

 

  • un ultimo piccolo consiglio: quando navighiamo di notte assicuriamoci di chiudere le tendinedegli oblò, perchè le luci, soprattutto a led, all’interno della barca, possono facilmente essere scambiate per luci di via. Una notte navigando vicino alla barca di un amico sono rimasto impressionato da come il led rosso del suo caricabatterie poteva essere scambiato per la luce rossa indicante il lato sinistro della barca!

Modello E 111 per servizi Sanitari in Croazia

ULSS TREVISO INFORMAZIONI SUL MODELLO 111 – CONVENZIONE ITALIA – CROAZIA:

Dal 1° di luglio p.v. la Croazia entrerà a far parte dell’Unione Europea.

Si informa, pertanto, che per utilizzare i servizi sanitari in Croazia durante un temporaneo soggiorno sarà necessario utilizzare il modello 111 sino al 30 giugno 2013.
 
Dopo tale data sarà necessario presentare la TEAM.
 
Qualora il soggiorno avesse una decorrenza a cavallo rispetto a tale termine, sarà necessario esibire il mod.111 fino al 30/06/13 e la TEAM dal 1/07/13.
 
Per ottenere il modello 111 valido fino al 30 giugno 2013 è possibile rivolgersi ai seguenti sportelli:
 
•    Ufficio estero- Servizio Convenzioni , Via Terraglio 58, Preganziol (TV) c/o “ex Pime”
•    Sportelli afferenti al Distretto Socio  Sanitario di Oderzo
 
Il modello può essere richiesto anche tramite posta elettronica al seguente indirizzo : segconvtv@ulss.tv.it o tramite fax al n 0422-323547, avendo cura di compilare e sottoscrivere il modulo allegato.

Modulo
 
Per ogni informazione è possibile contattare l’Ufficio Estero dell’Azienda Ulss 9 al numero 0422-323931.

Tassa di possesso abolita da 10 a 14 mt e dimezzata fino a 20 mt dal 2014

Tratto da www.farevela.net

Notizia importantissima per la nautica italiana. Grazie all’azione nelle sedi opportune di Ucina la Tassa di Possesso per le imbarcazioni è stata abolita fino a 14 metri e dimezzata per le barche da 14 a 20 metri. Lo riferiscono a Farevelanet portavoce di Ucina. La tassa resta quindi in vigore per il 2013, per chi la avesse già pagata, ma sarà abolita per il 2014 secondo quanto sopra specificato. Un plauso all’Unione dell’Industria Nautica italiana per il risultato ottenuto con il governo, che si è finalmente reso conto dell’importanza strategica del comparto nautico.

E’ stato lo stesso presidente del Consiglio Enrico Letta ha introdurre durante la conferenza stampa le norme di rilancio della nautica contenute nel decreto varato dal Governo, definendo il nostro “un comparto di grande eccellenza”.

Il Ministro delle Infrastrutture e Trasporti Maurizio Lupi, nel corso dell’illustrazione del decreto a Palazzo Chigi, ha detto che la nautica “è un settore che è stato azzerato, meritevole pertanto di un segnale forte da parte di tutto il Governo”.

UCINA Confindustria Nautica, che ha molto lavorato per questo obiettivo esprime soddisfazione: “Le nuove disposizioni”, ha dichiarato il presidente Anton Francesco Albertoni ,  “rappresentano un’importante testimonianza di come il governo guidato da Enrico Letta abbia finalmente ripreso a considerare la nostra industria e il turismo ad essa legato come rappresentativi di  un’opportunità di crescita economica. Certamente la nuova posizione del Governo riflette anche un cambio di percezione della nautica e del diportismo che ci auguriamo venga recepito anche a livello di pubblica opinione, restituendo agli imprenditori del settore l’orgoglio di rappresentare una delle migliori eccellenze italiane che il mondo intero ci riconosce”.

Nello stesso Decreto Legge “Fare” via anche il limite di importo di 30.000 euro per il noleggio occasionale, sostituito da uno in giornate annue.

CROAZIA TASSE 2013

Tratto da un articolo di Andrea Marsanich e da articolo tratto da www.barcheyacht.it

Dal primo luglio, data d’ingresso della Croazia nell’ Unione europea, sono previste novità per i diportisti stranieri, quelli che amano le acque croate dell’Adriatico. Secondo quanto confermato dal responsabile della Capitaneria di porto di Fiume, gli armatori d’oltreconfine pagheranno sì la tassa di navigazione ma viene abolito il rilascio del bollino.

Quest’ultimo, trattato alla stregua di permesso di navigazione, aveva una durata di 12 mesi e dovevano dotarsene tutti coloro la cui imbarcazione era lunga più di 2 metri e mezzo.

Dal ministero della Marineria, Trasporti e Infrastrutture non è giunta alcuna informazione su un eventuale aumento del costo del balzello per la navigazione, che andrà da un minimo di 43 a un massimo di 366 euro all’anno.

Resta anche l’agevolazione per i cosiddetti fedelissimi: i diportisti che torneranno l’anno prossimo nelle acque istriane, quarnerine e dalmate potranno beneficiare di uno sconto del 10 per cento, riduzione che può arrivare fino al 50 per cento.

La tassa andrà versata nelle varie Capitanerie di porto, oppure nelle sedi distaccate, mentre anni fa il pagamento avveniva nei porticcioli turistici.

L’elenco degli imbarcati

Dal primo luglio ci sarà una seccatura in meno per i diportisti e riguarderà la notifica della lista passeggeri, finora obbligatoria per i natanti di lunghezza superiore ai 2 metri e mezzo.

La pratica viene eliminata, dopo che negli ultimi anni gli armatori dovevano arrovellarsi con il famoso coefficiente 2,3. Infatti, se si notificavano 10 passeggeri, nel corso di un anno si potevano avere a bordo della propria imbarcazione 23 persone diverse, numero che non comprendeva i bambini “under 12”.

Lo scopo della notifica della liste dell’equipaggio era di eliminare o ridurre un fenomeno che negli ultimi anni aveva preso piede nelle acque croate, ovvero i viaggi charter abusivi. Grazie a queste liste e soprattutto ai controlli a tappeto (e alle multe da capogiro), i viaggi charter in nero sarebbero spariti o quasi.

La tassa di soggiorno

Nessuna novità invece per la tassa di soggiorno, che dovrà essere pagata nelle Capitanerie di porto. Come detto l’ ammontare del balzello dipende dalla lunghezza dell’imbarcazione e naturalmente dalla durata del soggiorno. Si va da un esborso minimo di circa 19,75 euro a un massimo di 223,8 euro.

Un paio di esempi: l’imposta per gli scafi da 5 a 9 metri e per un soggiorno di non più otto giorni è di 150 kune, circa 19 euro e 75 centesimi. Per un anno si devono versare invece 1000 kune, che al cambio fanno 131,6 euro.

I titolari delle barche da 9 a 12 metri hanno l’ obbligo di pagare da un minimo di 200 a un massimo di 1100 kune (da 26,3 a 144,8 euro). Per i cabinati da 12 a 15 il tariffario prevede un minimo di 300 (39,5 euro) e un massimo di 1300 kune (171 euro).

Da 15 a 20 metri si debbono scucire da 400 (52,66) a 1500 kune (197,5 euro). Oltre i 20 metri si parte da 600 (79) e si finisce a 1700 kune (223,8 euro).

Ingresso e uscita

Va poi detto che non subentrerà alcuna modifica alla prassi finora in vigore, che prevede (da parte del proprietario dell’ imbarcazione) la notifica all’ atto d’ingresso nelle acque croate, pratica da sbrigare anche questa nelle Capitanerie. La stessa procedura va ripetuta prima di uscire dalla Croazia.

«Confermo che le notifiche in entrata e uscita dalle nostre acque – così il capitano della Capitaneria Croatar – resterà in vigore fino a quanto la Croazia non entrerà nello spazio Schengen. Da quel momento, le notifiche non saranno più necessarie».

Dal 1 luglio 2013 la Croazia sarà membro dell’Unione Europea.

Ciò comporterà alcuni cambiamenti dal punto di vista procedurale per glistranieri che decideranno di navigare in acque croate.

- Non sarà più necessario per i cittadini dell’Unione Europea che entreranno inCroazia passare per la dogana e non saranno più dovute le relative imposte(rimarranno alcune limitazioni solo per i tabacchi).

- Resta il controllo da parte della Polizia all’ingresso, che rimarrà in vigore finchè la Croazia entrerà nello spazio Schengen (ciò avverrà probabilmente nel 2015). Sarà abolito però per i cittadini dell’Unione Europea il limite di tre mesi massimi di permanenza in Croazia calcolati in un arco temporale pari a mezzo anno. I cittadini europei potranno dunque rimanere a tempo indefinito in territorio croato.

- Una volta entrati in Croazia bisognerà recarsi alla prima Capitaneria di Portoper notificare il proprio ingresso in Croazia e fornire la lista dell’equipaggio. Nel caso in cui si cambiasse l’equipaggio durante la navigazione in Croazia, non sarà necessario notificarlo e non ci sarà più la limitazione relativa al numero di persone che possono essere imbarcate a bordo durante l’anno. La medesima procedura d’entrata si dovrà effettuare in uscita dalle acque croate.

- Sarà obbligatorio pagare la Tassa di soggiorno in base alla lunghezza dell’imbarcazione e alla durata della permanenza nel territorio. Gli importi vanno da circa 20 euro a un massimo di circa 224 euro per barche di lunghezza superiore ai venti metri.

Lunghezza in metri/Durata del soggiorno/Importo in Kune

5 – 9 m
fino a 8 giorni 150,00
fino a 15 giorni 300,00
fino a 30 giorni 400,00
fino a 90 giorni 600,00
fino a 1 anno 1.000,00

9 – 12 m
fino a 8 giorni 200,00
fino a 15 giorni 350,00
fino a 30 giorni 500,00
fino a 90 giorni 650,00
fino a 1 anno 1.100,00

12 – 15 m
fino a 8 giorni 300,00
fino a 15 giorni 400,00
fino a 30 giorni 600,00
fino a 90 giorni 750,00
fino a 1 anno 1.300,00

15 – 20 m
fino a 8 giorni 400,00
fino a 15 giorni 500,00
fino a 30 giorni 700,00
fino a 90 giorni 850,00
fino a 1 anno 1.500,00

Over 20 m
fino a 8 giorni 600,00
fino a 15 giorni 800,00
fino a 30 giorni 1.000,00
fino a 90 giorni 1.300,00
fino a 1 anno 1.700,00

- Rimane da pagare per le barche superiori al 2,5 mt di lunghezza la “tassa di navigazione” (bollino, vigneta) che andrà versata nelle Capitanerie di Porto. Gli importi vanno da un minimo di 43 euro a un massimo di 366 euro l’anno. Sono previsti degli sconti dal 10% al 50% per i fedelissimi che tornano spesso in Croazia in barca. Dal 1 gennaio 2014 il bollino o vigneta che veniva rilasciato al pagamento della tassa di navigazione non verrà più rilasciato, il pagamento comunque dovrà essere effettuato al pari delle imbarcazioni di bandiera croata (si prevede che anche gli importi verranno allineati), non varrà 12 mesi bensì solo per l’anno in corso.

- Se la barca risulta essere intestata ad un’azienda o viene utilizzata da un amico (non un parente stretto) si dovrà presentare una delega per il suo utilizzo tradotta in croato da un traduttore certificato.

- Si ricorda ai turisti che il paese all’inizio non aderirà all’Area Euro e rimarrà dunque in vigore la Kuna. (1 kuna = 0,13 € circa)

Maggiori informazioni su www.mint.hr